Oltrevia
Food photography per il ristorante contemporaneo di Brindisi: i piatti dello chef Alessandro Magrì, la sala e i cocktail, con la sola luce del locale

/ Overview
Oltrevia sta in via Conserva, nel centro storico di Brindisi, e dalle sei di sera fino a notte è tre cose insieme: ristorante, wine bar e cocktail bar. La cucina di Alessandro Magrì è italiana contemporanea — piatti riconoscibili, costruiti sulla stagionalità e sulla materia prima, senza decorazioni messe lì per fare scena. Lo shooting è arrivato su commissione di New Reclame, l'agenzia di comunicazione che segue il locale, e doveva coprire l'intero percorso di una serata: gli antipasti e i primi al tavolo, i secondi, i risotti nella sala con la parete di bottiglie e i cocktail del bancone. Tutto in un pomeriggio, tra l'una e le cinque, prima che aprisse il servizio.
/ Project Details
Nome:Oltrevia
Cliente:Oltrevia
Categorie:Food Photography, Fotografo Food Brindisi, Fotografo Ristoranti, Oltrevia, Ristorante Brindisi, Cocktail Photography, Menu Photography, New Reclame, Fotografo Puglia
Anno:2026



/ Challenge
Un posto così non si fotografa con la luce da studio. L'ambiente è volutamente basso e caldo: pareti verdi lavorate, cuoio, ottone e tavoli neri opachi che la luce se la mangiano. Accendere i flash avrebbe dato piatti perfetti dentro un locale che non esiste. Il problema era il contrario — tenere la penombra, che è il carattere di Oltrevia, e far leggere lo stesso il piatto, quasi sempre porcellana bianca su nero: il contrasto più difficile da chiudere senza bruciare lo smalto. In più il tempo era quello: la cucina manda fuori i piatti quando sono pronti, e l'orario di apertura non si sposta.
/ Provided Services
Food Photography
I piatti del menu fotografati in sala, dall'alto e a tre quarti, con la luce del locale.
Ambienti e mise en place
Tavoli apparecchiati, parete di bottiglie e sala: il contesto che distingue Oltrevia da un ristorante qualunque.
Beverage e cocktail
I cocktail al bancone e al tavolo, per raccontare anche il dopocena del locale.
Dettagli di marca
Il menu in cuoio e le tovagliette col marchio inciso, tenuti dentro l'inquadratura invece che nascosti.
Post-produzione
Sviluppo dei raw e palette coerente su piatti, ambienti e beverage.



/ Solution
Ho lavorato solo con la luce del locale, aprendo e chiudendo il diaframma a seconda di cosa doveva restare leggibile: chiuso a f/8 e f/9 sulle inquadrature d'insieme dall'alto, dove serve che tutto il tavolo sia a fuoco, aperto a f/3.5 quando volevo che il piatto si staccasse e la sala restasse un'atmosfera. Il nero dei tavoli, invece di combatterlo, l'ho usato come fondale: buona parte degli scatti è a picco, con la tovaglietta in cuoio e il marchio inciso a fare da cornice. Sui piatti ho alternato il taglio dall'alto, che racconta la composizione, al tre quarti ravvicinato, che racconta la materia — sul polpo c'è un macro che è quasi solo texture. Gli ambienti li ho tenuti dentro l'inquadratura invece di isolare il piatto: la parete di bottiglie, la carta da parati verde, il velluto delle sedie. Stessa palette calda su tutto, così le immagini funzionano insieme sul menu, sui social e sul materiale dell'agenzia.
/ Tech stack
Sony A7 IV
Full frame da 33 megapixel: tiene il dettaglio sulla porcellana bianca senza bruciarla e lavora pulito con poca luce.
Tamron 28-75mm F2.8
Un solo zoom luminoso, dal tavolo intero al piatto ravvicinato, senza cambiare ottica mentre i piatti escono.
Luce del locale
Nessun flash: solo le luci di Oltrevia, per non tradire la penombra che è il suo carattere.
Adobe Lightroom
Sviluppo dei raw e palette uniforme su tutto il servizio.





























